Cuba dista solo 145 Km dalla Florida e dai suoi centri commerciali, eppure culturalmente sembra così distante dall’America.
Nonostante tutto ha conservato intatto il suo fascino che l’ha fatta definire “un posto al sole per chi ama vivere all’ombra”.
Le sue città coloniali, come Camaguey, Remedios, Santiago de Cuba, custodiscono dei veri tesori architettonici che pongono delle imponenti Cattedrali spagnole del settecento al fianco di costruzioni rococò francesi dell’ottocento.
Al di fuori delle grandi città gli sterminati campi di tabacco coltivati dai guajiros, i contadini cubani, tra i quali si ergono imponenti le palme reali.
Lungo le strade e i sentieri di campagna è frequente incontrare buoi che trainano carretti traballanti pesanti di canne da zucchero, o si vedono gli stessi trainare aratri che solcano la secca terra cubana color cannella.
Ma Cuba non è solo tradizione ed economia rurale : le spiagge, bianchissime, esotiche e tropicali hanno un fascino straordinario che rende questa terra “la regina dei Caraibi” e che fa chiamare l’isola , dagli stessi cubani, “mi Cubita bella “.
Non si può visitare l’isola senza avvicinarsi alla gente, capirla, compenetrarsi : Cuba non è solo rum, sigari, tabacco e “salsa”.
E’ molto di più : è tradizione, cultura di un popolo che affonda le sue radici nella tradizione spagnola e africana.
A fronte di circa 11,2 milioni di abitanti , la vera popolazione indigena non supera le 300.000 unità.
I Taino, della tribù Arawak del Sud America, dovettero soccombere intorno al cinquecento sotto la sferza dei Conquistadores che per incrementare la coltivazione della canna da zucchero fecereo emigrare a Cuba circa 600.000 africani. La popolazione così tra l’ottocento e il novecento si confuse con mercanti e navigatori venuti dall’Europa , in particolare, alla fine del settecento, a quelli francesi e successivamente anche a quelli proveniente dall’Oriente, e in particolare ai cinesi che si insediarono al centro dell’Avana.
Inoltre alla fine dell’ottocento contrinuirono alla popolazione cubana anche numerosi immigrati nordamericani e giamaicani.
Nella prima metà del novecento gli imprenditori americani governavano gran parte dell’economia cubana, ma dopo il 1959, con la rivoluzione, molti cubani nati all’estero fuggirono dall’isola e arrivarono i russi che, per la verità, non hanno lasciato molto della loro cultura e tradizione.
Nel 1976 la costituzione definì Cuba uno stato socialista governato da Fidel Castro e dal Partito Comunista che è l’unico partito : i media e tutte le comunicazioni, e l’informazione è strettamente controllata dal regime .
Particolare ruolo svolge la polizia segreta che è ovunque e controlla tutto : i cubani vivono nel timore di parlare liberamente : chi è bollato come contro la rivoluzione rischia di perdere lavoro e diritti.
Con il passare degli anni si è andata sempre più formando l’opposizione, soprattutto nelle grandi città dove la popolazione anela alla libertà e ai diritti , e soprattutto al lavoro, mentre il partito al potere è forte soprattutto nelle periferie e nelle campagne.
Anche i turisti sono sottoposti a controlli meticolosi : è questa una delle ragioni per cui il decollo del turismo è molto lento e soprattutto difficoltoso.
Ma nonostante tutto Cuba mantiene inalterato il suo fascino che spinge migliaia di persone, ogni anno, a volare a Cuba, l’isola dei sogni Caraibici.
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